Altro Personaggio

Belgarath

"Ci sono", dissi battendo i denti quando raggiunsi il punto che mi aveva descritto.
"Adesso che cosa faccio?"
"Ordinale di aprirsi."
"Che cosa?"
"Parla alla pietra", ripetè la voce paziente, senza badare al fatto che stavo congelando nella tormenta. "Ordinale di aprirsi."
"Ordinarglielo? Chi, io?"
"Sei un uomo. E questa non è che una pietra."
"E che cosa devo dire?"
"Dille di aprirsi."
"Mi sembra assurdo, ma ci provo" Mi misi davanti alla roccia. "Apriti", ordinai con poca convinzione.
"Puoi certo fare di meglio!"
"Apriti!" tuonai allora.
E la pietra si scostò.
(Tratto da "Belgarath il mago")

Così inizia la vita di Garath, primo discepolo del Dio Aldur, chiamato nei millenni Venerabile, Vegliardo o addirittura Santo; conosciuto anche come Messer Wolf o Vecchio Lupo e definito dalle profezie come l'Uomo Eterno. Ma andiamo con ordine.
Nacque nel villaggio di Gara e perse la madre quando era ancora piccolo; il padre non lo conobbe nemmeno. Fu allevato dalla gente del villaggio che non gli fece mai mancare niente, ma ben presto iniziò a fare il ladruncolo e dovette abbandonare Gara. Cosi' iniziò ad esplorare il mondo. Dopo un lungo girovagare arrivò un giorno in cui giunse alla torre di quello che sarebbe stato il suo maestro: il Dio Aldur. Presto imparò il segreto della Volontà e della Parola e iniziò a svolgere i compiti affidatigli dal suo maestro.
Proprio durante uno di questi viaggi, mentre era sotto forma di lupo, incontrò una lupa molto particolare che si interessò della sua missione e volle seguirlo. Rimasero insieme almeno per un migliaio di anni.

Parecchi anni dopo mi capitò di cambiare forma per un motivo che non ricordo nemmeno più. Non so neanche che sembianze assunsi, ma ricordo che era l'inizio dell'estate e il sole rovesciava i suoi raggi dorati attraverso la finestra aperta della mia torre, illuminando lo scompiglio di esperimenti abbandonati e i cumuli di libri e pergamene appoggiati contro i muri nella luce tersa di quella stagione. Pensavo che la lupa stesse dormendo, ma avrei dovuto ricordarmi che non le sfuggiva mai niente.
Si mise a sedere con gli occhi dorati che scintillavano nel sole. "Dunque è così che fai", mi disse. "Semplicissimo."
E prontamente si trasformò in una candida civetta.
(Tratto da "Belgarath il mago")

Non ci volle molto tempo alla lupa per imparare a tramutarsi anche in donna. Belgarath e Poledra rimasero così insieme e diedero alla luce le loro due figlie Polgara e Beldaran. Poledra morì durante il parto. Belgarath quasi impazzì per la sua perdita e passarono molti anni prima che tornasse dal suo maestro.
L'uomo eterno, come lo definiscono le profezie, ebbe molte avventure prima dello scontro finale. Belgarath rimane comunque una persona semplice e ironica, diretta e intelligente. Sicuramente il mago più strano che abbiate mai incontrato!

Belgarath il mago era un uomo dai molti difetti. Non era mai stato un patito del lavoro manuale e amava forse un po' troppo la birra scura. Di tanto in tanto dimenticava l'importanza della sincerità e dimostrava una certa indifferenza nei confronti del valore fondamentale della proprietà privata. La compagnia di signore di dubbia reputazione non offendeva la sua sensibilità e spesso il suo linguaggio lasciava molto a desiderare.
(Tratto da "I Guardiani della Luce")