Ecco un documento importante per avere risposte chiare e immediate ad ogni vostro dubbio.
Queste FAQ sono curate da Sirio e Matteo Scarabelli. La versione originale la trovate qui.
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1.1 A chi si rivolge questa Faq?
1.2 Chi le mantiene aggiornate? A chi posso rivolgermi per critiche o suggerimenti?
2.1 Dovendo comprare degli attrezzi da bonsai è preferibile
comprare quelli normali-neri o quelli smaltati-argento che
costano di più? Qual'è la differenza tra i due?
2.2 Supporto girevole: voi lo usate? cosa usate? è utile? mi
consigliereste di prenderlo o serve di piu ad un livello
esperto? come posso farmene uno?
2.3 Filo da avvolgimento: quale mi consigliate? quale materiale?
lo vendono solo nei negozi specializzati? altro?
3.1 Tanti parlano dell'akadama come terra completa e perfetta
per i bonsai. Come fa a fare presa la pianta in una terra a
granuli così grossi?
3.2 Vorrei sapere quando è il periodo più adatto per rinvasare un
bonsai sia da fiore che non.
3.3 Vorrei sapere che sottobosco potrei usare, per ora mi sono
limitato ai semplici trifogli "nani".
3.4 Come si coltiva il muschio?
3.5 Il muschio è solo un elemento decorativo? O ha delle
proprietà benefiche o malefiche sulla pianta o sulla terra?
4.1 Conviene irrigare verso l'ora del tramonto, quando non c'è
più il sole? L'acqua dovrebbe essere senza calcio o calcare?
4.2 In commercio esistono concimi di due tipi: liquidi o solidi,
vorrei un consiglio su quali tipo di concime utilizzare.
4.3 Vorrei acquistare il famoso BIOGOLD, ma oltre al BIOGOLD
esistono anche altri tipi di fertilizzanti : HANAGOKORO e
ABURUKASU, ecc... Cosa ne dite?
4.4 Che acqua è meglio usare per innaffiare?
E per nebulizzare le foglie?
4.5 Ho dato del concime per far crescere le radici, va bene?
4.6 Vorrei qualche informazione sui concimi.
5.1 Posso prendere un seme di un frutto e provare a far nascere
la pianta per farne un bonsai?
5.2 Mi dareste dei consigli su tempi e modi della stratificazione
dei semi soggetti a dormienza. Che tipo di contenitori, in che
modo, disponete in strati coperti o in piena terra?
5.3 Cosa è un prebonsai?
5.4 Gradirei acquistare una piantina semplice non molto costosa
per partire, cosa dovrei prendere per non beccare fregature?
5.5 Ho appena comprato un bonsai dal supermercato, cosa devo fare?
5.6 Posso raccogliere delle piante in natura in primavera?
5.7 Ho visto bonsai con età stimate di un centinaio e più anni;
quanto costano in media questi "pezzi d'antiquariato"?
5.8 Mi sapreste indicare delle essenze con cui resta "sempice"
realizzare un bonsai?
6.1 Esiste un metodo per rendere le foglie più piccole di quanto
sono?
6.2 Come posso far crescere il tronco in larghezza?
E per le radici?
6.3 Cos'è la cimatura?
6.4 Per effettuare potature drastiche e capitozzature è
necessario allo stesso tempo ridurre l'apparato radicale
(per equilibrare la parte sotterranea a quella aerea) o è
meglio agire in tempi diversi?
6.5 Come si fa un Jin? Come si produce il liquido Jin?
7.1 Ho un acero palmato, circa 2 settimane fa alcune foglie hanno
cominciato a seccarsi. L'ho messo all'ombra ma niente. Cosa
posso fare?
7.2 Sulle foglioline del mio ficus sono comparse delle macchioline
di calcare, come posso fare per eliminarle e per evitarle in
futuro? Che tipo di acqua devo utilizzare?
7.3 Come posso fare a sterminare un formicaio di formicoloni
insediatosi nel vaso da coltivazione del mio pesco?
Ho provato ad annegarle con un' annaffiatura abbondante ma
esse resistono.
7.4 Il mio bonsai sta improvvisamente perdendo le foglie, si
stanno ingiallendo e sono molto deboli. Che devo fare?
7.5 Ieri mi è successa una cosa terribile! Mi hanno regalato un
bonsai! Ora ho in casa questo bellissimo bonsai e non so che
fare!!
8.1 Vorrei un consiglio di un libro buono, vorrei acquistare il
libro di MASAHIKO KIMURA, che penso sia un testo + avanzato x
la conoscenza di tecniche diverse dal comune, e un buon libro,
es. Tecniche bonsai di J.N. Naka, consigliatemi voi.
8.2 Che tipo di esposizione andrebbe bene per un albero da
interno? Io ho cercato di fargli avere più luce solare
possibile ma non vorrei aver esagerato. Inoltre non vorrei che
i vetri delle finestre aumentassero troppo l'effetto del sole.
8.3 Devo assentarmi da casa e non ho nessuno di fidato che possa
venir ad innaffiare i miei bonsai, come posso fare?
8.4 Quando devo mettere il vaso da Bonsai? Quando voglio diminuire
la crescita?? In che fase? Subito dopo il primo travaso
oppure quando e' "finito"?
8.5 Perche non parlare delle riviste? voi quali comprate?
8.6 Terminologia: le parole usate più di frequente dai bonsaisti
giapponesi, con a fianco la traduzione italiana.
8.7 Centri Bonsai.
8.8 Altezze e tipi di bonsai.
1.1 A chi si rivolge questa FAQ?
Questa faq si rivolge ai frequentatori del newsgroup
free.it.arte.bonsai.
Lo scopo è quello di evitare di postare continuamente le stesse
domande sul newsgroup, dando così modo di discutere temi sempre
nuovi, senza trascurare il giusto supporto ai novizi.
1.2 Chi le mantiene aggiornate?
A chi posso rivolgermi per critiche o suggerimenti?
I curatori della presente sono indicati in testa a questo
documento, e lo aggiornano continuamente sulla base delle
discussioni avviate sul newsgroup.
Chiunque abbia critiche o suggerimenti è pregato di scriverle
agli indirizzi su riportati.
2.1 Dovendo comprare degli attrezzi da bonsai è preferibile
comprare quelli normali-neri o quelli smaltati-argento che
costano di più? Qual'è la differenza tra i due?
Credo che con "smaltati-argento" ti riferisca a quelli in acciaio
inox. In questo caso è naturale che siano i migliori in quanto
inossidabili e quindi bisognosi di minore manutenzione.
Con quelli neri invece, anche se di ottimo acciaio giapponese,
occorre stare un po' più attenti.
Attento a quelli Made in Cina perchè sono di scarsa qualità,
anche se costano decisamente di meno.
Gli attrezzi sono molto importanti, ed anche se costano di più ne
riceverai maggiori vantaggi, sia di durata, sia di taglio. Un
taglio slabbrato e malfatto causa del distacco della corteccia e
l'insorgere di malattie e sede di parassiti.
Inoltre un buon taglio facilita la cicatrizzazione e rimane meno
evidente quando raccorda.
Gli attrezzi "argento" come dici sono in genere la line più buone
e di elite delle due case principali giapponesi. Kaneshin e
Masakuni. La kaneshin pare sia migliore.
Per chi non ha grossissime esigenze e si avvia penso che sia già
sufficiente acquistare la linea "scura" anche se terrà meno il
filo del taglio, ma si può poi affilare.
Sempre che lo si sappia fare per evitare di rovinare l'attrezzo.
Pulite sempre bene gli attrezzi dopo l'uso, potete anche
disinfettarli con alcool. Una leggera oliatura male non fa.
L'alccol spesso ai funghi (malattie crittogamiche) non fa un
baffo. Meglio allora Citrosil chirurgico o, delicatamente, la
fiamma.
Per chi inizia servono: forbici per potature dei rami e forbici
per le radici. un tronchese a taglio piatto e uno a taglio
concavo, secondo l'intervento da fare e un tronchese per il filo.
In questo caso si può risparmiare con un normale tronchese per
filo metallico.
Le linee cinesi sono economiche ma durano poco.
2.2 Supporto girevole: voi lo usate? cosa usate? è utile? mi
consigliereste di prenderlo o serve di piu ad un livello
esperto? come posso farmene uno?
E' co-mo-dis-si-mo.
Se non lo trovi in ambito bonsai (poi te lo farebbero anche pagare
il triplo) puoi usare uno di quei supporti per far ruotare i
televisori, sono uguali.
2.3 Filo da avvolgimento: quale mi consigliate? quale materiale?
lo vendono solo nei negozi specializzati? altro?
Costa caro e se ne ha bisogno.
Oggi si usa l'allumino ramato e lo trovi solo in negozi per
bonsai.
Se devi fare dei lavori di poca durata il migliore é il rame, lo
trovi in negozi di ferrammenta in bobine di diverso calibro di
filo. Ma col tempo si ossida fa verderame e puo' avvelenare la
pianta; si deve annichilire sul fuoco diventa malleabile, poi si
mette a posto sul ramo e quando bagni con l'umidità diventa duro.
Secondo i bisogni io faccio alla cinese attacco una corda con un
peso al ramo, questo perlomeno non intacca la scorza (aceri
delicatissimi si marcano dopo 3 settimane se in crescita) oppure
faccio un uncino in forma di S come dai macellai e ci infilo dei
piombi per fare peso.
Ma se si deve incurvare in altri modi il filo é necessario.
I fili usati sono quelli di rame ri-cotto.
Difficile da trovare ma puoi cercare di fartelo "cuocendolo" in
modo da ammorbidirlo. Il problema è che il rame appena scaldato
anche dal calore delle mani di indurisce e quindi rende più
difficile l'applicazione.
Dico per bonsaisti esperti perchè se sei capace di fare le spire
in modo corretto (45°) e secondo la successione dovuta e
l'avvolgimento migliore allora puoi usarlo perché va messo e non
più toccato, mentre con l'alluminio anodizzato (o anche bianco che
è il meno caro e quindi più adatto a un principiante - il colore è
solo un fatto estetico perché bianco si nota di più sulla pianta)
essendo più morbido e che non indurisce permette un po' più di
manovrabilità.
Se si parla di filo allora occorrono due attrezzi uno è il
tronchese da filo che serve non solo per tagliare il filo ma per
TOGLIERLO perché non bisogna MAI svolgerlo ma tagliarlo su ogni
spira onde evitare di intaccare la corteccia e danneggiare il
ramo.
Un altro attrezzo importante è la pinza tirafilo, utile in varie
occasioni soprattutto quando si devono mettere dei tiranti per la
piegatura di grossi rami.
Tieni presente anche che l'impostazione con il filo di rame o
alluminio si fa in genere con le conifere (piante resinose e più
elastiche) e va lascaito anche due anni. Spesso si toglie dopo
questo periodo e si rimette per evitare le seganture della
corteccia.
Per le latifoglie in genere si usa la potatura per dar forma alla
pianta cercando di evitare per quanto possibile di impiegare il
filo metallico per via della corteccia più delicata. Ma c'è il
vantaggio che prendono forma prima e quindi il filo in una decidua
si toglie dopo 4 mesi e poi nel caso si rimette.
C'è un sistema molto pratico per evitare che il filo segni i rami
delicati (aceri- faggi- bagolari- carpini .ecc) quello più canonico
è di raffiare il ramo prima di mettere il filo ma quello più
economico (salva soldini) è: prendere della carta crespata , ma
quella igenica va benissimo, e si fascia il filo di alluminio prima
di applicarlo. Inizia da un capo del filo e avvolgi bene la carta
a spirale lungo tutta la sua lunghezza (tagliato prima di misura
per l'impego che deve servire)
Questro semplice sistema ti permette di proteggere le cortecce
delicate.
2.4 Vorrei sapere cosa serve per lavorare al meglio un bonsai e
quanto può costare quest'attrezzatura.
In primo luogo un libro per conoscere le essenze bonsai.
Li s'imparano le loro caratteristiche, stili, le malattie e i
sintomi con i rimedi, in genere i lavori di base dell'arte del
bonsai.
Senza un libro, se non si frequenta un corso, non si va da nessuna
parte.
Da li si vedra' secondo le aspirazioni che cosa comperare;
comunque ci vorra:
Retina per fori del vaso, tronchese, forbici e forbici lunghe;
un po' di filo 2 mm di diametro, i bastoncini (qualsiasi
bastoncino va bene), una piccola cazzuola o tampone di legno per
abbassare bene la terra di superficie.
Un vaporizzatore (per umidita' e anticrittogamici), pinzette
lunghe come per francobolli (per levare insetti all'interno dei
rami di difficile accesso), concime naturale, due o tre prodotti di
base contro i parassiti (ragnetto, coccigniglie, afidi).
Terra, sabbia, setacci per granulometria; un annaffiatoio a pera
per innaffiare foglie e senza smuovere la terra; pasta
cicatrizzante e una sgorbia per scavare nel caso che si debba
potare un ramo.
Per il resto si vedra' poi secondo i bisogni futuri personali.
3.1 Tanti parlano dell'akadama come terra completa e perfetta
per i bonsai. Come fa a fare presa la pianta in una terra a
granuli così grossi?
Dovete sapere come si usa l'akadama.
1- quando la comprate dovete setacciarla
2- Il setaccio ( si comprano dai vivaisti specializzati di Bonsai
o forse anche su pagine verdi on line) è fatto da tre diverse
griglie da grande a fina
3- Va setacciata la terra passando le tre dimensioni separando
così l'akadama secondo la dimensione, a questo punto di prende
quelle grossolana che si una solo per il fondo, poi si utilizza
quella media per il rinvaso della pianta. La fine si mette solo
sulla parte superficiale per estetica e perchè permette un
miglior attecchimento del muschio.
Sarebbe bene dire che la polvere va buttata (io ad un
principiante non consiglierei nemmeno la fine sopra).
3.2 Vorrei sapere quando è il periodo più adatto per rinvasare un
bonsai sia da fiore che non.
Per quelli da fiore, in genere si opera dopo la sfioritura oppure
in alternativa appena si gonfiano le gemme in primavera, ma si
rischia di perdere la fioritura in seguito.
Per gli altri in primavera. Per le latifoglie appena si gonfiano
le gemme, per le conifere un po' più avanti in corrispondenza del
risveglio vegetativo.
3.3 Vorrei sapere che sottobosco potrei usare, per ora mi sono
limitato ai semplici trifogli "nani".
Ci vuole sempre e solo muschio di quello basso. Lo si trova sui
muretti.
Non prendere quello molto spesso, perché non va bene. Lo puoi
applicare così a piccoli pezzi dopo aver pulito la terra sotto,
bagnato e strizzato e poi applicato premendo bene, oppure lo devi
far seccare e seminare sbriciolato.
Va detto che il muschio non è facile da tener bene, occorre
umidità.
3.4 Come si coltiva il muschio?
Se vuoi il muschio sui tuoi bonsai devi fare così:
al momento del rinvaso vaporizza bene il terreno in superficie,
poi sbriciolaci sopra del muschio secco (quello che usi per il
presepe, ad esempio) e poi chiudi il vaso in un sacchetto di
plastica forato (chiuso attorno al tronco)e metti il bonsai
all'ombra e possibilmente esposto a nord. nel giro di un mesetto
si formerà il muschio sul terreno...
Ci sono vari tipi di muschio e sicuramente per vari scopi o
piante.
Uno da levare assolutamente é l'epatica ed ha la forma di tante
orecchiette/squame e copre il vaso e soffoca le radici, poi c'é
la stellata che fa come dei cespuglietti piccolissimi e dei
fiorellini bianchi ed é molto invadente pure.
In genere per farne, prendo un po' della polvere finissima di
quando setaccio l'akadama o Kanuma o prendo una zolla di terra
argillosa e la gratto come del formaggio, ci aggiungo del muschio
ben secco e sbriciolato come polvere e la spargo con un colino da
té sulla terra come fosse farina, vaporizzo e aspetto... tenere
sempre umido eventualmente coperto con plastica.
Le mie esperienze con il muschio sono state molte e i successi
pochissimi.
Credo che alla fine il muschio sia una delle cose più difficili
in assoluto da mantenere.
Il muschio raccolto e posato sulla terra (meglio ancora su uno
strato sottile di sabbia) resiste per un po' ma solo se la pianta
resta in ombra e si continua a mantenere umido.
Detto ciò in questa situazione è meglio seminarlo che almeno il
risultato finale è più naturale.
Resta comunque il fatto che se le condizioni al contorno (umidità,
ombra e temperatura) non sono vicine alla perfezione, il muschio
seminato non cresce e quello posato diventa schifezza.
Devo comunque dire che una volta formatosi, il muschio basso e
fine ha una resistenza strepitosa anche alla luce del sole diretto
e alla mancanza di umidità.
Cioè magari secca e diventa brutto e giallo, ma basta una
nebulizzatina e torna bello come prima.
3.5 Il muschio è solo un elemento decorativo? O ha delle
proprietà benefiche o malefiche sulla pianta o sulla terra?
Il muschio ha varie ragioni di essere
-estetica
-evaporazione (la riduce ma se troppo soffoca pure)
In certe piante é benefico come sulle latifoglieperché spesso
stimola la crescita delle radici al suo livello: come serpenti
gli striciano sotto e in superficie.
Nei pini invece é da evitare se non per il minimo indispensabile,
mai attorno al tronco perché puo' portare malattie il muschio
quando secca un po' pero' da noia all'annaffiamento perché fa
scorrere l'acqua al di spra come sul velluto.
In genere bisognerebbe lasciarlo per le latifoglie attorno alle
radici e levare regolarmente il resto sino al bordo de vaso.
I jap ne hanno di diverse qualita e colori che mescolano per le
esposizioni secondo che si abbinino meglio con la pianta del vaso.
Quando rinvasi e lo levi dovresti raschiarlo via prima e farlo
seccare poi polverizzato anche un anno dopo o piu riparte quando
lo vuoi fare crescere da qualche parte.
4.1 Conviene irrigare verso l'ora del tramonto, quando non c'è
più il sole? L'acqua dovrebbe essere senza calcio o calcare?
Bagnare alla sera va bene quando fa caldo per evitare che evapori
l'acqua troppo presto e non imbibisca bene la terra. Quindi tu
puoi bagnare quando vuoi, non per immersione ma per irrorazione
dall'altro fino che l'acqua penetri bene nel terreno e scoli via.
Ribagna quando vedi asciutto.
Per il calcare è un brutto problema perchè fa morire la pianta e
l'acqua di città ne contiene molto. Se vedi dei depositi
biancastri sui bordi del vaso o peggio sulle radici esterne non
va bene.
Per evitare bisogna bagnare con acqua depurata, quindi o bollita
e fatta raffreddare, o acqua piovana raccolta in bacinelle. Ci
sono anche prodotti in fialette per decalcificare l'acqua...
Attenzione ai prodotti per *decalcificare*.
Tuttalpiu' trasformano i sali di calcio e magnesio da carbonati
in sali solubili.
Poi non si sa cosa contengono e cosa mettiamo nei vasi.
4.2 In commercio esistono concimi di due tipi: liquidi o solidi,
vorrei un consiglio su quali tipo di concime utilizzare.
Personalmente preferisco i concimi organici a quelli liquidi. Ora
ti dico brevemente come sono i due tipi di concimi e come usarli:
LIQUIDI:
Pro
- sono facili da somministrare alla pianta
- vengono assorbiti quasi immediatamente dalla pianta
- ci sono grandi disponibilità di tipi in commercio
Contro
- bisogna fare attenzione alle dosi(meglio sempre diluirli un pò
di più)
- bisogna somministrarli ogni 15 giorni
- comunque sono di natura chimica
ORGANICI (SOLIDI):
Pro
- sono di origine vegetale o animale
- vengono rilasciati gradualmente alla pianta durante le varie
innaffiature
- si somministrano soltanto quando sono completamente scomparsi
dal terreno (in media ogni 30 giorni)
- un sovradosaggio non è un rischio
Contro
-- un pò più di tempo per somministrarli.
4.3 Vorrei acquistare il famoso BIOGOLD, ma oltre al BIOGOLD
esistono anche altri tipi di fertilizzanti : HANAGOKORO e
ABURUKASU, ecc... Cosa ne dite?
+ o meno si usano circa 5 pezzettini per una pianta di media
grandezza cioè su una pianta che ha grossomodo una superficie di
terreno di 450-500 cmq vengono usati 5 pezzetti. Perciò 90-100
cmq per pezzetto. La durata è circa 1 mese per ogni
pezzetto.
Ricorda che Biogold non ammuffisce mentre l' Akanogoro sì. Non è
un problema, basta saperlo e non spaventarsi. Buono anche il
concime granulare.
Si bravo, qualsiasi concime è ok, puoi usare anche il nitroposka,
quello blù, ma non abbondare, evita solo quelli sotto forma di
sali, usati in agricoltura, ti consiglio comunque di usare
concimi organici, il letame delle galline è OK, figurati, io uso
la pollina anche per i bonsai finiti, altro che bio-coso...
ps: I Giapponesi non hanno inventato niente di nuovo.
4.4 Che acqua è meglio usare per innaffiare?
E per nebulizzare le foglie?
Personalmente uso acqua distillata e/o acqua minerale per essere
sicuro che ci sia poco calcare che potrebbe danneggiare le piante.
Io uso l'acqua del rubinetto, la lascio in bottiglie 10 12 ore per
far evaporare il cloro.
A volte uso dell'acqua bollita o del té, altre volte lascio
l'acqua con una manciata di torba bionda in una tanica e poi
attingo quest'acqua per le piante acidofile.
4.5 Ho dato del concime per far crescere le radici, va bene?
Per fare rispuntare le radici non ci vuole il concime ci vuole
calore e umidita nella terra.
Comunque adesso sai che :
NON si concima in questo periodo (ndr. 23/10)
NON si concima dal 15 luglio al 15 agosto
NON si concima dopo un rinvaso (ma solo dopo 3 settimane)
NON si concima una pianta malata
NON si concima delle piantine appena nate da seme
NON si concima in primavera sino a che le gemme sono bene aperte
con almeno 2-3 folglioline (misura di precauzione)
NON si concima quando ci sono fiori
NON si concima le talee
NON si concima dopo la defogliazione NE la settimana prima
In inverno NON si concima, si incomincia a concimare in primavera
quando le gemme si aprono e 2 settimane dopo che abbiano
incominciato ad allungarsi.
In inverno puoi concimare leggermente quelle come i ficus che
stanno in casa e le orchidee!
Ma pini e altri no perché stanno dormendo e la linfa rallenta
sino a smettere di circolare.
4.6 Vorrei qualche informazione sui concimi.
Chiunque, e non solo per i bonsai ma per qualsiasi pianta, DEVE
usare concimi equilibrati, con vari rapporti NPK a seconda della
stagione e della pianta e dello stadio di ''maturazione''
(crescita della pianta o mantenimento di un bonsai finito).
In più, proprio per evitare internodi lunghi e foglie grandi, i
bonsai richiedono meno azoto della stessa pianta coltivata
normalmente.
Ancora: hai sentito parlare della legge del minimo? Significa che
se il rapporto fra i tre principali elementi nutrienti è
squilibrato la pianta regola il proprio assorbimento in base
all'elemento più scarso. Quindi in questo caso, non avendo nè P
nè K non assorbirà nemmeno l'azoto, sarà (quasi) come non averla
concimata.
Tutti sanno che si deve smettere di concimare in ottobre e
riprendere quando la pianta riprende a lavorare in primavera.
Principali elementi nutritivi e loro funzione:
Tutti gli organismi viventi, per vivere e svilupparsi, hanno
bisogno di nutrimento, quindi di un certo grado di fertilità
del terreno, variabile a seconda del tipo di pianta. Come
fertilità complessiva si intende un giusto tasso di sostanza
organica, consistenza corretta, porosità tale da garantire la
giusta presenza di acqua senza ristagni e aria a sufficienza per
la respirazione delle radici e infine adeguate dosi di elementi
per la nutrizione minerale delle piante.
I principali elementi di cui necessita qualsiasi pianta sono
carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto (N), fosforo (P) e potassio
(K).
Altri mesooelementi necessari sono calcio (Ca), zolfo (S), magnesio
(Mg).
Alle piante necessitano poi, in dosi minime svariati altri
elementi quali ferro (Fe), boro, zinco, manganese, ecc.
Carbonio, idrogeno e ossigeno le piante li prelevano dall'aria
(anidride carbonica ed ossigeno) e dall'acqua (idrogeno ed
ossigeno). Tutti gli altri elementi devono essere disponibili nel
terreno e per disponibili intendo non solo che debbono essere
presenti, ma anche in una forma assimilabile dalle piante.
Passiamo ad esaminare i vari elementi:
Azoto
E' l'elemento indispensabile e fattore determinante della crescita,
necessario soprattutto nel periodo primaverile quando le piante
emettono nuovi germogli o comunque tendono a svilupparsi; stimola
l'utilizzazione degli altri elementi.
Nei concimi può essere presente in forma nitrica (immediatamente
assorbibile), ammoniacale (assorbibile a breve termine), od
organica (a cessione più lenta, deve essere elaborato dai batteri
del terreno e dall'ossigeno dell'aria, può essere dilavato dalle
irrigazioni prima dell'assorbimento; considerando la scarsità di
batteri in un terriccio per succulente non viene praticamente
utilizzato).
Fosforo
Favorisce la formazione di nuove cellule, quindi rami, radici,
fiori, semi. Aiuta la lignificazione dei tessuti, quindi la
maturazione della nuova crescita.
Potassio
Favorisce il ricambio generale della pianta, come il fosforo
aiuta la maturazione dei tessuti rendendo la pianta più resistente
alle malattie.
Calcio, Magnesio, Zolfo, Ferro
Sono in genere sempre presenti in quantità più che sufficiente
nei nostri terricci, solo per il ferro occorre fare una nota a
parte: in terreni alcalini, ricchi di calcio, il ferro può restare
bloccato e non essere disponibile (clorosi ferrica); personalmente
però non ho mai visto accadere questo con delle succulente.
Microelementi
Sono sempre presenti in quantità sufficiente nel terreno, specie
se questo contiene materiali vulcanici. Nel raro caso occorresse
somministrarne occorre fare attenzione a non eccedere in quanto
tali elementi, se eccessivi, divengono tossici per la pianta.
Tipi di concimi
I concimi si possono suddividere in concimi a rapida ed a lenta
cessione.
I primi sono sempre a base di prodotti chimici e possono essere
in polvere solubile o già liquidi.
Quelli a lenta cessione possono essere organici, minerali o misti.
In linea di principio sarebbero sempre da preferire quelli a
lenta cessione, nutrono la pianta per almeno due/tre mesi. Tra
organici e minerali non c'e' molta differenza, la quantita' di
concime somministrata è cosi' piccola rispetto alla quantita' di
terriccio che l'apporto organico è trascurabile, a meno che
lavoriate con terricci di pura akadama, pomice o simili, in questo
caso anche l'apporto organico del concime è utile.
I concimi a lenta cessione più usati per bonsai sono l'Osmocote
(minerale) e le famose ''caccole'' giapponesi, composte di
concimi chimici con supporto organico.
In particolari situazioni può essere utile qualche irrigazione
con concimi a cessione rapida, nei bonsai è consigliabile usare
una diluizione maggiore di quella riportata sulla confezione; su
questa troverete sempre le percentuali degli elementi contenuti
nell'ordine NPK e quasi sempre anche il tipo di azoto contenuto
(v. sopra).
Esigenze delle piante
In primavera la pianta avrebbe bisogno soprattutto di azoto per
favorire la nuova crescita, in un bonsai dove non si vogliono
internodi lunghi e foglie grandi meglio un concime equilibrato,
circa con la stessa quantità dei tre elementi principali.
Dopo una pausa nella concimazione nella stagione calda (varia a
seconda dell'essenza e del clima), grosso modo luglio e agosto,
si può riprendere con un prodotto più povero di azoto e più ricco
di potassio (p. es. 5/8/12), che permetta alla pianta di
consolidare la crescita annuale.
5-5-5, 7-3-5 in primavera e 3-5-7 in autunno.
L'importante è usare concimi equilibrati, dove tutti gli elementi
nutritivi siano presenti (e magari anche microelementi).
E nel dubbio meglio concimare poco che troppo, sia come quantità
che come periodo.
Poi i rapporti dipendono anche dal tipo di pianta (poco) e dallo
stadio di crescita del bonsai (molto). Su un bonsai ''maturo'',
dove la cosa più importante è riuscire a mantenere la forma data,
occorre stare più scarsi, sia come concimazione totale sia come
quantità di azoto, che farebbe sparare la pianta e allungherebbe
gli internodi.
Casi particolari
Non concimare MAI dopo un rinvaso per almeno venti giorni, non
concimare MAI una pianta sofferente e ricordare sempre che
l'assenza di concimazione non ha mai fatto morire piante,
l'eccesso sì.
Comunque il concime é sempre fatto per rapporto agli scopi che si
vogliono conseguire, esempio si concimera' a morte una pianta per
farla crescere al massimo perché si vuole interamente
ristrutturare l'anno successivo.
Se la pianta ha subuto forti putature di rami, lascianti larghe
cicatrrici sul tronco si concimera poco o niente per evitare che
le cicatrici cicatrizzando gonfino, cioé che malgardo il taglio
concavo crescano bombate.
Per una pinta giovane l'obbiettivo é la crescita, per una vecchia
il mantenimento, per una da fiori e da frutto é un'altra cosa che
una da colori autunnali etc etc.
Dimenticavo una cosa.
Se si usa concime chimico, a pronta cessione (io consiglierei
sempre quelli a lenta cessione) sulla confezione c'è scritto che
tipo di azoto contiene, organico, ammoniacale o nitrico.
L'azoto nitrico è prontamente assimilabile dalla pianta, gli altri
no, hanno bisogno di elaborazione a cura dei batteri presenti nel
terreno, quindi di tempo, soprattutto l'organico.
Per concimazioni in vasi bonsai è quindi importante si tratti di
azoto nitrico, gli altri rischierebbero di essere dilavati dalle
irrigazioni prima di essere utilizzati.
5.1 Posso prendere un seme di un frutto e provare a far nascere
la pianta per farne un bonsai?
Non ti consiglio proprio di partire da un seme.
Aspetteresti alcuni anni, senza poter far niente, se non
l'annaffiare la piantina, prima di poter mettere le mani per fare
un bonsai.
Tieni conto che per "iniziare" ad educare una pianta a bonsai
devono passare almeno (e mi tengo molto basso) cinque anni da
quando è stata piantato il seme!
5.2 Mi dareste dei consigli su tempi e modi della stratificazione
dei semi soggetti a dormienza. Che tipo di contenitori, in che
modo, disponete in strati coperti o in piena terra?
Penso che sebbene il termine "stratificazione" derivi dal
mettere i semi in uno strato di sabbia o altro, per un periodo
relativamente lungo; in realtà quello che veramente conta è
che i semi si trovino in un ambiente fresco per un bel periodo.
Il concetto è questo: i semi in genere nascono in estate o
autunno, ma il periodo migliore per germogliare è la primavera.
Allora, per natura, devono aspettare dall'autunno alla primavera
successiva per attivarsi.
La natura si è inventata un sistema per cui ci sono degli
inibitori all'interno dei semi: finchè non si "rompono" questi
inibitori il seme rimane inattivo.
Gli inibitori si rompono quando l'ambiente in cui si trova "passa
l'inverno", che tradotto significa= freddo, umidità, congelamento,
ecc... in dipendenza del tipo di seme.
Allora la cosa importante non è "metterli in uno strato di sabbia"
ma "ricreare l'inverno".
Io ad esempio ho provato a tenere i semi in frigo per un paio di
settimane, poi nel congelatore, poi nel frigo di nuovo.
Quando li ho piantati hanno germogliato benissimo.
5.3 Cosa è un prebonsai?
In modo corretto dovrebbe essere una pianta che ha subito una
coltivazione preliminare tale da dargli delle caratteristiche per
realizzarne un bel bonsai, vale a dire sviluppo dell'apparato
radicale in modo acconcio molto sviluppato nei capillari e poco
nelle radici grosse, e ben distribuito a raggiera, rami
selezionati nei punti e posti correttamente per evitare grossi
tagli e cicatrizzazioni, portamento del fusto che denoti
l'abericità cioè la conicità... e altri piccoli dettagli.
Ma queste caratteristiche principali devono essere coltivate prima
dell'impostazione a stile Bonsai.
In genere la piante grezze che vengono vendute per per- bonsai
sono solo piccole....
In Italia ci sono solo pochissimi vivaisti che hanno sviluppato un
po' di esperienza nella coltivazione di essenze con le
caratteristiche giuste per chiamarle pre-bonsai.
In Giappone ci sono coltivatori che fanno solo questo con campi di
coltivazioni grandissimi, filari e filari di piante seguite in
modo da ottenere del materiale di partenza valido per Bonsai.
In giappone é una pianta che ha già subiuto i primi tagli di
radici anche vari per alcuni anni, e dei rami per impostare la
struttura generale.
Si presenta come un bonsai grossolano, sono coltivati in serie
nella piena terra per sviluppare l'apparato radicale e i rami e
ritagliati sino à dare loro una forma.
Poi sono messi in vasi di crescita o venduti con la palla di
radici racchiusa in raffia,sono tenuti in questi vasi di
cultura un certo tempo anche anni talvolta per fare uscire i
rami piu' piccoli, dare un'apparenza piu' bella, sviluppare
dove ci sono carenze, correggere gli errori e poi infine inizia
il lavoro di affinamento che li rendo ogni anno piu' prossimi
dell'ideale.
5.4 Gradirei acquistare una piantina semplice non molto costosa
per partire, cosa dovrei prendere per non beccare fregature?
Ci sono bonsai con una buona maturita' di coltivazione: sono per
veri esperti, che vogliono arricchire la loro collezione e
vogliono aggiungere qualche pezzo notevole.
Bonsai relativamente giovani : vanno bene per chi ha abbastanza
esperienza e sa mantenerli bene, riuscendo col tempo a
migliorarli.
Pre-bonsai : piante in vaso di coltivazione ,con una buona
impostazione di base, vanno bene per essere lavorate anche da
neofiti.
Bonsai presunti: spacciati per tali (magari solo perche' in vasi
rettangolari), in realta' sono talee ben attecchite, e vanno bene
per chi e' agli inizi, partendo dal presupposto che comunque
nessun essere vivente, vegetale che sia, va fatto soffrire, e
quindi il basso costo non ne giustifica l'eventuale disinteresse
nella cura.
Visto che i bonsai provenienti da cina e taiwan vengono
sbattacchiati parecchio nel trasporto, la terra argillosa e
compatta garantisce che i bonsai arrivino a destinazione con il
terriccio ancora nel vaso.
Tuttavia mi è capitato in molti casi, in vivai per altri versi
serissimi, di vedere bonsai in pessime condizioni.
Visto che i prezzi dei vivai sono sensibilmente superiori a
quelli di altri canali di distribuzione (supermercati,
bricocenters, bancarelle varie) è il caso di rivolgersi a
strutture che trattino bonsai da parecchio tempo e che possano
fornire informazioni su *quella* specifica pianta.
Visto che ti appresti a sostenere una spesa non indifferente,
pretendi di controllare lo stato delle radici (che è
fondamentalmente la cosa più importante). Il pane di terra dovrà
essere compatto, con molte radici ma non infestato di vecchie
radici che girano attorno al vaso. Se ti dicono "non possiamo
toglierlo dal vaso perchè e stato rinvasato da poco" lascia
perdere, un ulteriore stress da spostamento non gioverebbe certo
alla pianta.
Inoltre, visto che vuoi tenere il tuo bonsai in interno, forse è
meglio se ti orienti verso un ficus piuttosto che verso un olmo.
I ficus utilizzati per i bonsai (tipo il retusa) sono molto più
robusti di ficus come i benjamina. "Uccidere" un retusa è davvero
difficile, e poi ogni ramo potato può essere utilizzato come talea
con una percentuale di successo vicina al 100%, in qualunque
stagione. Da un bonsai di questo tipo acquistato poco più di un
anno fa ho già ottenuto una ventina di talee, alcune delle quali
hanno già raggiunto quasi le dimensioni della pianta madre.
5.5 Ho appena comprato un bonsai dal supermercato, cosa devo fare?
Allora, vediamo un po'.
Diciamo che hai appena acquistato il tuo bonsai, verosimilmente in
un vasetto taiwanese rettangolare verde, con terra argillosa e
poche speranze di vita.
La prima cosa che devi fare è procurarti un'altro vaso bonsai un
po' più grande, e procedere ad un'immediato rinvaso.
Estrarrai con cautela la pianta, darai un'occhiata alle radici e
toglierai quelle morte (quelle marrone scuro che vengono via con
una trazione molto leggera).
A questo punto metterai nel nuovo vaso uno strato sottile di
terriccio fresco (va benissimo anche quello normale da
giardinaggio, magari mischiato con un po' di sabbia per
alleggerirlo), vi adagerai con delicatezza il bonsai, e riempirai
i bordi con ulteriore terriccio fresco. In questo modo si
svilupperanno nuove radici e spunterà nuovo fogliame.
Nel frattempo potrai studiare la forma del bonsai, che di solito è
pessima, facendoti qualche progetto per la primavera.
In questo arco di tempo ti procurerai un po' di filo per bonsai,
di diametro adeguato ai rami della tua pianta, e a primavera
potrai iniziare a ristrutturare il tuo esemplare.
Nel giro di un anno avrai, se non proprio un bonsai da esposizione,
almeno qualcosa di accettabile.
Ti consiglio di tenere la pianta, almeno per i primi mesi
successivi al rinvaso, all'aperto in una zona luminosa ma non al
sole diretto.
Questo tipo di piante commerciali, come ho già scritto, può
essere facilmente "salvata" con la semplice tecnica del rinvaso
post-acquisto citata più sopra.
Se non si dispone di un vaso bonsai, è possibile rinvasare in un
qualsiasi contenitore basso e rettangolare provvisto di fori,
vanno benissimo ad esempio le vaschette in polistirolo in cui
vengono commercializzati i gelati, in attesa di procurarsi un
vaso adeguato.
5.6 Posso raccogliere delle piante in natura in primavera?
Ora (maggio ndr) se vai in montagna troverai, indipendentemente
dal tempo che c'è, le piante già sveglie. Ormai sono partite
tutte. Ma le puoi preparare per l'anno prossimo.
Ti sconsiglio il Mugo che è tanto bello nei boschi quanto brutto
a bonsai.
Portati una vanga e una bussola.
Metti la bussola sulla pianta, guardi dov'è il sud e inizi a
scavare in quel punto. Lì troverai il fittone. Lo tagli.
Poi fai una bella scavata tutt'attorno alla pianta, a 30cm dal
tronco (anche mezzo metro) e profonda 50cm.
Il pane di radici, sotto, non andrà staccato dal terreno.
Avvolgi il fianco della zolla con del cellophane nero tipo quello
dei sacchi del patume e poi ricopri il tutto.
Dai una bella potata alla pianta e se vuoi legala con il filo
d'alluminio.
Dopo devi solo pregare che non te la rubino.
L'anno prossimo raccoglila e buon divertimento.
Per quanto concerne i faggi, vanno raccolti e rinvasati in autunno
perchè hanno una spinta vegetativa primaverile troppo forte e se
tagli le radici quando la pianta si sveglia, può morire per
mancanza di nutrimento.
5.7 Ho visto bonsai con età stimate di un centinaio e più anni;
quanto costano in media questi "pezzi d'antiquariato"?
Di solito l'età indicata sui bonsai è una bufala.
Gli importatori si fidano di quanto viene riferito dai
coltivatori di Taiwan e cinesi, anche perchè gli conviene per
tenere alto il prezzo di vendita.
In realtà l'età è spesso molto inferiore, ma questo non è un
problema: ciò che conta in un bonsai è la sua età "apparente",
l'"albero" che evoca, la sua struttura e la sua armonia.
L'età anagrafica lascia il tempo che trova.
Comunque veri esemplari centenari, quasi impossibili da trovare
in commercio in italia, possono raggiungere quotazioni di molte
migliaia di euro, ma sono esemplari che devono essere coltivati
da persone molto esperte a causa dei fragili equilibri che li
caratterizzano.
5.8 Mi sapreste indicare delle essenze con cui resta "sempice"
realizzare un bonsai?
Ginepro cinese, ligustro, pyracantha, cotoneaster per risultati
a breve termine.
Oppure puoi partire da bonsai commerciali a basso cosso di Ulmus
o Ficus.
Per risultati più diluiti nel tempo vanno bene tutti gli aceri
giapponesi.
M E L O G R A N O !!! punica nana ma anche normale, pianta divina
e facilissima; poi hanno i fiori rossi e poi fa i melogranini.
OLMO !!! Ulmus minor. Per pricipianti, e non solo, secondo me e'
molto più facile del melograno. Uccidere un olmo non e' impresa
facile, pianta generosissima, dove tagli ributta sempre, si trova
facilmente in campagna, con due peli radicali si salva, si può
facilmente margottare, e' abbastanza facile rimpicciolire le
foglie, e' da esterni, con sola protezione alle radici, anche in
inverno, metti il filo e dopo venti giorni lo puoi (a volte devi)
togliere, che vuoi di piu'?
Unico deficit rispetto al melograno fiori e frutti.
6.1 Esiste un metodo per rendere le foglie più piccole di quanto
sono?
La tua richesta concerne una tecnica classica della coltura dei
bosai: minaturizzazione delle foglie con la Defoliazione.
La D. viene praticata su piante di una certa età, in perfetto stato
di salute, dopo averle preparate con una concimazione un pò più
intensa del solito. E' opportuno che avvenga a fine luglio durante
la pausa vegetativa dovuta alla calura estiva, il che permette la
crescita di foglie di una dimensione leggermente più piccola ed a
settembre la pianta sarà splendida.
La D. si effettua tagliando tutte le foglie all'altezza del
picciolo che cadrà dopo qualche settimana ,dopo aver avuto cura di
tagliare la gemma apicale di ogni ramo.
La miniaturizzazione delle foglie si ottiene spontaneamente con
l'nvecchiamento del bonsai dopo une decina di anni a secondo delle
varie specie.
Nel tuo caso te la sconsiglio, una pianta di 3/4 anni non è ancora
un bonsai io aspetterei alcora qualche anno.
Lascerei la defoliazione in mani esperte. Poi dimentica di poterla
fare tutti gli anni e su tutte le essenze. Poi non e' che
direttamente rimpicciolisca le foglie, semplicemente da ogni
ascella (o almeno dai più prossimi all'apice del ramo) si aprirà
un germoglio che avra' piu' foglie e quindi piu' piccole.
Breve aggiunta: una pianta non decide quante foglie fare, ma di
che superficie fogliare ha bisogno per vivere. Quindi piu' estesa
sara' la ramificazione, piu' germogli aprira', piu' foglie
produrra' e quindi a parita' di superficie saranno piu' piccole.
Ottieni gli stessi effetti con potature e pinzature di apici, al
posto di un ramo ne fai venire due o tre.
Si esegue non piu' in la del 15-20 giunio, ma solo se non hai
cambiato di vaso e tagliato le radici perché l'albero altrimenti
si stressa troppo.
Bisogna concimare una settimana prima, non concimare dopo la
defogliazione per 15 giorni e non dare troppa acqua ..
Non strappare le foglie, tagliale con una forbicina lasciando un
poco di gambo: cadrà rapidamente; strappando rischi di rovinare
la gemma dormiente.
Secondo il bisogno che ne hai puoi fare la mezza defogliazione:
cioè levare dapprima solo la parte che vuoi fare rinfoltire e
spuntare le gemme della parte che lasci con le foglie per evitare
che tirino la linfa
Leva subito tutti i getti che potrebbero venire in posti in cui
non li vuoi.
6.2 Come posso far crescere il tronco in larghezza?
E per le radici?
Togliendola dal vaso bonsai e piantandola in un vaso grande.
Un buon metodo per avere radici con sviluppo orizzontale è di
utilizzare uno di quei vasi rettangolari e non molto profondi
chiamati "seminiere", oppure (ed è un metodo economico che
utilizzo per formare i bonsai più grandi) un contenitore in
polistirolo per il trasporto del pesce.
6.3 Cos'è la cimatura?
Di solito con cimatura si intende l'eliminazione di una parte (o
in certi casi di tutto) della nuova crescita...ho scoperto ben
presto che senza tale tecnica è praticamente impossibile ottenere
un esemplare bonsai.
Esempio i mei olivi : a partire da primavera i germogli si
gonfiano e poi diventano rami che si allungano a dismisura,
soprattutto ovviamente quelli apicali....allora 'cimo' a due
coppie di foglie, cioè lascio sviluppare 4 foglie e quando appena
si distingue il germoglio della nuova coppia lo elimino...
ovviamente rami + deboli o che voglio far sviluppare di più li
cimo a 6 o addirittura a 8 foglie... rami fortissimi anche a 2
foglie.
Le gemme inutili le elimino su nascere.
In tal modo si infittisce la vegetazione ma soprattutto si
mantiene gli internodi corti...
6.4 Per effettuare potature drastiche e capitozzature è
necessario allo stesso tempo ridurre l'apparato radicale
(per equilibrare la parte sotterranea a quella aerea) o è
meglio agire in tempi diversi?
Dovresti ridurre la chioma dell'albero in una maniera
proporzionale alla riduzione dell'apparato radicale.
Nel tuo caso quindi va bene fare entrambe le cose insieme.
Il consiglio è comunque di aspettare a ridurre l'apparato
radicale, tanto finchè dalla capitozzatura rispuntano i rami ne
passa di tempo.
Quando la pianta è in fase di accrescimento ha bisogno di tutte
le forze necessarie.
Se lasci tutte le radici queste daranno spinta alla crescita dei
nuovi rami, quindi otterrai più in fretta una nuova chioma folta.
Solo quando avrai raggiunto la chioma desiderata potrai ridurre
l'apparato radicale in base alla chioma.
Se lo fai all'atto della capitozzatura togli risorse alla pianta.
E' sempre sconsigliato intervenire contemporaneamente sulla parte
aerea e quella radicale. La riequilibratura si fa in due tempi e
in genere si sceglie la parte aerea perché le radici ricche e
forti, che non hanno bisogno di "guarire" gli interventi, possono
rigenerare la parte verde meglio e prima. Una volta che questa si
sarà sistemata, almeno un anno, si può ridurre sotto. Tanto sopra
si è continuato a mantenere la forma con le potature di
mantenimento.
In effetti la grossa potatura delle radici si fa quando si inizia
a passare la pianta dal vaso di coltivazione a quello bonsai e si
possono lasciar passare anche alcuni anni prima di farlo, almeno
in modo definitivo.
Inoltre la capitozzatura si fa per la prima importante
organizzazione della struttura della pianta, è un intervento
pesante che necessita di molto tempo per "raccordare" che fretta
c'è allora per tagliare le radici?
Se invece che di piante allevate a Bonsai, (raccolte in antura,
prese in vivaio e lavorate... ecc...) si sta parlando delle piante
acquistate in negozio allora è un altro discorso, perchè forse è
meglio prima rigenerare la parte radicale in genere in cattive
condizioni e salute, e dopo, a suo tempo, curare quella aerea.
Prima la salute della pianta poi la sua bellezza estetica... e la
nostra voglia di intervenire... non dimenticatelo mai!
6.5 Come si fa un Jin? Come si produce il liquido Jin?
Per fare un jin devi scortecciare il ramo.
Prima pratica un'incisione al colletto del ramo intorno a dove di
attacca al tronco poi con un pinza tirafili o una pinza da casa so
non hai altro da delle piccole "mordicchiare a poca distanza una
dall'altra sulla corteccia del ramo che vuoi fare a jin.
Questa pressione staccherà la corteccia dalla parte sottostante
del ramo così la potrai asportare bene lasciando il ramo pulito
senza traccia di pellicola. A questo punto dovresti tagliarle alla
lunghezza che vuoi lasciare il jin è una questione estetica che
devi valutare tu.
Per proteggere il legno devi spennellare del liquido per jin che
si trova in barattolini presso i vivaisti specializzati in bonsai.
Fai attenzione di coprire il terreno quando lo dai perchè brucia e
non deve toccare muschio o radici.
Diciamo anche che occorre fare attenzione, quando si usa, a non
bagnare le parti vive e coprire il terreno in modo che non
assorba eventuali gocce che cadono.
Il polisolfuro di calcio che si forma è tossico per le piante.
Tieni presente che secondo la scuola giapponese i jin si fanno
quasi unicamente sulle conifere.
Come si produce il liquido jin:
Occorrono 1 parte di Cao e due o tre parti di Zolfo e poi la
quantità di acqua in base alla concentrazione finale che
vuoi realizzare.
Di solito questa soluz. fungicida si prepara al 30% in peso.
Pertanto a 100 g di calce viva aggiungi 200 g di zolfo e poi
700 g di acqua lentamente.
Le dosi esatte sono 60 g. di calce spenta secca con 88 g. di zolfo.
Per lo zolfo devi utilizzare quello impiegato nelle solfatazioni dei
vitigni, ne trovi nei consorzi agrari, non le "calzette", che sono
quegli spaghi rivestiti di polvere di zolfo al 90% da bruciare come
disinfettante delle botti, non va bene questo!
La calce devi usare il "grassello di calce" cioè quella usata per
intonacare che è venduta in buste chiuse con acqua dentro, non va bene
il "fior di calce", cioè qulla venduta in polvere, si può usare anche la
calce viva, ma è pericolosa da maneggiare, te la sconsiglio, e anche
meno reperibile ; comunque se hai un cantiere edile li a portata di mano
non ti sarà difficile reperire il "grassello".
Io faccio cosi:(per 2 litri iniziali) Procurati un bicchiere di plastica
di quelli grandi come misurino, e prendi 3 bicchieri rasi di polvere di
zolfo, e versali in una pentola vecchia bella capiente, che terrai da
parte per le volte successive.
Dopo di chè colma ancora il bicchiere di calce sgocciolata, e versa il
tutto con lo zolfo.
Ora servendoti di un mestolo mescola e ammalgama il tutto per bene,in
modo da ottenere una pasta cremosa, e aggiungi lentamente una piccola
quantità di acqua, in modo da far idratare lo zolfo lentamente, come se
dovessi preparare una cioccolata, quando tutto lo zolfo sarà ben
idratato, aggiungi la restante acqua, e inizia a mescolare, questa
preliminare accortenza ti eviterà la formazione di grumi.
Fatto ciò va all'aperto, e metti tutta la pignatta sul fuoco, bello
forte mi raccomando, e tassativamente all'aperto, LE ESALAZIONI POSSONO
ESSERE SE ASPIRATE MOLTO TOSSICHE!
Fai arrivare il tutto ad ebollizione, e fai continuare la stessa per
circa una quindicina di minuti, sin che il tutto si sarà ridotto di
1\\10...1\\15, dei due litri iniziali, ed avrà assunto un colore
fortemente ambrato, nel frattempo puoi fare anche qualche prova di
sbiancamento su un po di legno secco a portata di mano.
Spento il fuoco, fai riposare il liquido per 3-4 minuti, giusto il tempo
che si sedimenti il saturo, dopo di chè inbottiglia il tutto anche caldo
cercando di lasciare quato più saturo possibile sul fondo della pentola,
in bottiglie opache, perchè la luce fa ossidare il solfato di calcio
idrato, facendo precipitare il gesso sul fondo, ed in questo modo il
composto è da buttare, ma ciò avviene con il tempo.
Questo è del tutto simile se non superiore a quello in commercio, ed è
economicamente molto più economico, io lo faccio a costo zero.
Quando lo usi, mi raccomando bagna sempre legermente il pezzo che devi
sbiancare, attendi qualche minuto che l'acqua in eccesso sia assorbita
dal legno, e poi spennella il liquido jin.
7.1 Ho un acero palmato, circa 2 settimane fa alcune foglie hanno
cominciato a seccarsi. L'ho messo all'ombra ma niente. Cosa
posso fare?
Penserei a un colpo di calore, cosa che da molto fastidio ai
palmatum. Alla fine il risultato è lo stesso (perdita delle foglie,
difficoltà di ripresa, ecc.) ma il colpo di calore è più semplice
da gestire e dovresti riprenderti il tuo acero senza eccessive
difficoltà.
Adesso ha bisogno di moltissima umidità, ombra e terra poco
bagnata altrimenti rischi marciume radicale.
Prendi un sacchetto trasparente e ci infili la chioma poi lo leghi
attorno al tronco in modo che causi un aumento dell'umidità nella
zona dell'apparato fogliare.
Tieni la terra umida ma non bagnata. Nel sacchetto praticherai 3 o
4 tagliettini piccoli che permettano un minimo di circolo d'aria e
ogni tanto, da quei fori, nebulizza i rami e le poche foglie
rimaste.
Le foglie, se sono veramente secche, tagliale a metà picciolo in
modo da defogliare la pianta.
Tieni la pianta all'ombra e secondo me si riprende completamente
nel giro di 2 settimane.
Quando vedi che le gemme si gonfiano e cominciano ad aprirsi,
inizia ad aprire il sacchetto in basso, fino a toglierlo
completamente dopo un paio di giorni.
Nota per tutti: il palmatum, e ancora di più il palmatum dissectum
sono aceri che iniziano a soffrire quando la temperatura supera i
28 gradi. Chi avesse questo tipo di pianta, si regoli di
conseguenza.
7.2 Sulle foglioline del mio ficus sono comparse delle macchioline
di calcare, come posso fare per eliminarle e per evitarle in
futuro? Che tipo di acqua devo utilizzare?
Lavale con un batuffolo di cotone imbevuto di latte, diventeranno
lucide e molto belle.
Sono morte tante piante perché bagnate con acqua dure e calcarea.
L'acqua bollita anche (raffreddata) se si ha una o due piantine..
L'acqua piovana è la raffinata maniera dei giapponesi che mettono
un grande orcio in giardino per raccoglierla e usano dei mestoli
per bagnare. Tutto fa certo per il bene della pianta certo non il
calcare.
Usate acqua piovana e se non avete possibilità di raccoglierla va
benissimo l'acqua in tanica demineralizzata (tanto per intenderci
quella per stirare). E' priva di sali e costa meno dell'acqua
minerale.
7.3 Come posso fare a sterminare un formicaio di formicoloni
insediatosi nel vaso da coltivazione del mio pesco?
Ho provato ad annegarle con un' annaffiatura abbondante ma
esse resistono.
Non è un problema gravissimo se non perché tolgono terra e formano
sacche di ristagno dell'acqua.
Immergi il vaso in una bacinella con acqua fono all'orlo.
Tienili per molto tempo. Scapperanno o peggio per loro.
Usa un normale prodotto in polvere anti formiche mettendolo sui
bordi del vaso e tutto intorno alla vaso. In modo leggero sulla
superficie lontano dalla base del tronco.
Se il problema resiste devi svasare e cambiare le terra eliminando
le formiche ... manualmente.
Esistono scatoline in cui si fa un foro nel punto indicato e si
posano sulla terra.. le formiche attirate dall'odore vengono lo
prendono poco a poco e lo portano nel nido e vengono eliminate
dal prodotto lentamente ..
7.4 Il mio bonsai sta improvvisamente perdendo le foglie, si
stanno ingiallendo e sono molto deboli. Che devo fare?
E' sempre difficile diagnosticare cosa può avere una pianta senza
vederla.
Può essere acqua calcarea (ha dei depositi bianchi sui bordi del
vaso, e sulle radici?), può essere un attacco di parassiti
(ragnetto rosso?) o di funghi, può essere una difetto di bagnatura
soprattutto se la pianta ha un terriccio terrificante come di
solito sono queste piantine importate e non rinvasate.
Magari non ha quasi più terra e solo radici...e va rinvasato.
Prova a tagliare le foglie gialle alla del picciolo, irrora la
pianta con un insetticida a largo spettro, (comprarlo da un buon
centro agrario o in un vivaio ben fornito), bagna e poni sulla
pianta un cappuccio fatto da un sacchetto trasparente di plastica
fissato sotto il vaso così da formare una mini serra.
Dopo un po' di giorni dovrebbe riprendersi.
Altro consiglio è farlo vedere in qualche centro specializzato dove
puoi trovare persone che se ne intendono di bonsai... non facile.
7.5 Ieri mi è successa una cosa terribile! Mi hanno regalato un bonsai!
Ora ho in casa questo bellissimo bonsai e non so che fare!!
Ogni volta che vedo l'oggetto "mi hanno regalato un bonsai"
ripenso a quando ho mosso i primi passi in questo mondo...
probabilmente quasi tutti in questo news hanno iniziato con un
post del genere!!
Di che specie è?
forse dovresti iniziare proprio da quello ogni specie ha esigenze
differenti... non puoi trattare un acero come un ginepro...
Qualsiasi consiglio senza sapere di che pianta si tratta è perlomeno
azzardato, cerca quindi sul net (o chiedi a chi te lo ha regalato, forse è
più semplice) di individuare di che pianta si tratta.
E' meglio non toccare la pianta e portarla in un centro bonsai per una prima "visita".
Sarebbe un peccato "tentare" qualcosa che potrebbe farle male.
Ecco i miei consigli:
1) posizione: in una stanza con una buona luce (naturale),
magari non vicino a una finestra, che il sole diretto fa male
anche a loro.
2) lascialo lì com'è: sei "nuovo", e in più il periodo (ndr.
ottobre) adatto per i "grandi" lavori non è ancora arrivato (hai
tempo per "studiare"), almeno fino a Novembre (se vivi in una
regione calda, come me, in Sardegna...allora anche dopo, quasi
dicembre). Ancora, sei "inesperto", è la prima pianta, sta bene,
perchè "rischiare", acqua e luce la manterranno benissimo fino a
quando sarai pronto per "lavorarci" e ottenere da lei il meglio...
dandole il meglio
3) acqua: non fargliela mancare, il vaso è piccolo e il terreno
quindi si asciuga in fretta. Controllalo almeno un paio di volte
al giorno, così ti rendi conto anche dei tempi. Non far seccare
il terreno, fino a spaccarsi! una buona umidità del terreno credo
si abbia quando al tatto lo senti bagnato...ma non ti l'ascia
l'acqua sul dito...spero sia chiaro. Il terreno non si deve seccare,
ma non deve nemmeno essere una palude per tutto il giorno!
Innaffialo o dall'alto con un innaffiatoio a "doccia" oppure per
immersione, lo metti con tutto il vado in una bacinella, ci versi
l'acqua fino al bordo, vedi il terreno che assorbe da sotto lo
lasci un pò, e poi lo togli. (è meglio la "doccia")
4) se ci vuoi mettere un pò di concime fallo,
ma se non gliene metti non credo succeda niente, e in più hai tempo
per informarti su quello che ti serve. Tipo di concime, composizione
chimica ecc.
5) libri e internet..........che trovi tutto quello che ti serve
per iniziare e per migliorare.
1) metterlo dentro, in casa, a secondo della specie ("essenza"
come si dice), è necessario. Ma molti possono stare anche fuori,
in inverno. Dovrai vedere, e valutare...magari riparandolo quando
si prevede una notte glaciale. Per quanto riguarda l'interno, beh,
presto si useranno i termosifoni, o quant'altro, cerca di tenerlo
lontano . Un pò per il fatto che il terreno si secca subito...un
pò perchè l'aria calda e secca non è bene. Controllarlo una volta
al giorno va benissimo, sarebbe ancora meglio di mattina, più che
di sera. Così, se ha bisogno d'acqua e lo innaffi (ovvio :)!)non
trascorre tutta la notte con il terreno bagnato...ma piuttosto
tutta la giornata, con la luce. Ancora: vicino la finestra in
fondo va bene, l'importante è che non gli arrivi il sole
direttamente nelle ore più calde, l'effetto lente del vetro
potrebbe bruciare le foglie (o nel caso di alcuni "stili" potrebbe
bruciarne addirittura le radici = fine.), e poi comunque tutte le
piante (tranne ad esempio gli agrumi, ulivi.....quelli da clima
"secco" per intenderci) non gradiscono "il sole", ma "la luce" si.
Ovvio che il sole del mattino o ancora di una giornata nuvolosa,
ben poco può "ferire" il bonsai.
E comunque, non la "uccideresti", credo, cambiandola di posizione
si riprenderebbe infretta (fermo restando che la posizione che hai
scelto credo sia buona. Poi leggendo di qua e di là sceglierai...).
2) i lavori di rinvaso (e potatura delle radici), o di grandi
potature (potature di impostazione...per lo stile) come ti erano
stati "consigliati" da Theo, sono lavoro che si possono iniziare a
fare nel nord Italia. Si possono fare adesso (ndr. ottobre), o tra
un pò, perchè col periodo invernale, dopo la caduta delle foglie
come periodo (nelle essenze che lo prevedono :)), la pianta è
"in letargo", rallenta le funzioni vitali, e quindi sopporta meglio
questi interventi...dando poi splendidi risultati in primavera.
Il rinvaso è una cosa che si fa ogni 2-3 anni a seconda della
crescita della pianta...quindi sta tranquillo! mentre la grande
potatura di impostazioni si fanno durante tutta la vita della
pianta, per formarne e mantenerne lo stile. Ma io dico, essendoti
appena arrivata, di lasciar perdere, e fare queste cose con calma.
E' vero che in fondo non sai quanto tempo è passato dall'ultimo
rinvaso che è stato fatto alla pianta (serve per limitare le
radici, cambiare terreno ecc ecc) in genere si guarda se ha
molte radici fuori dal terreno (come se il vaso ne fosse pieno).
Ma prima di farlo informati bene sul "come". Quando vedrai i
diversi stili, riconoscerai quello della tua pianta, o se non ne
ha già uno, riconoserai quello più simile e quindi più facilmente
ottenibile, visto che sei all'inizio.
Leggendo leggendo di sicuro ti verrà voglia di provare
(lo spero :)), se vuoi fare entrambi, ti consiglio Gennaio-primi
Febbraio (ma qui i più esperti del Nord Italia, e i libri, ti
sapranno indicare il periodo più adatto per la tua pianta).
Potare il bonsai e formarlo è sicuramente tra le cose più belle! e
le prime volte non temere, perchè "purtroppo" si impara
sbagliando !
3) ricordati il terreno umido, specialmente al nord, ora che farà
freddo, evita che sia "bagnato". Umido si, bagnato no. E' una
differenza che imparerai . Ah, se pian piano si forma del muschietto
sul terreno, è un buon segno...nonchè un bell'effetto "dell'erba"
guardando il bonsai .
4) in questo periodo si concima, dopo l'estate, fino a novembre,
ma in maniera molto leggera, giusto per dare alla pianta il
necessario nutrimento per superare l'inverno e avere al risveglio,
in primavera, un terreno ottimale e ricco. Capirai che per una pianta
al 4 anno (per esempio) in quel vaso e in quel terreno, la
concimazione è importante (più importante un rinvaso :P),