Famiglia: Borraginacee
Altri nomi: Ehretia microphylla, Ehretia buxifolia
Origine: Cina meridionale. Diffusa anche in Taiwan Vietnam, Corea e Giappone. E' un alebro tropicale che può raggiungere i 10
metri di altezza.
Foglie: ovali sessili e spicciolate, presentano una pelosità ruvida e breve. Sono perenni di piccola dimensione e color verde scuro
brillante.
Fiori: appaiono in primavera e sono bianchi con infiorescenze cimose, in pannocchie terminali, il calice è a cinque divisioni, la
corolla ha cinque lobi ottusi e patenti. .
Frutti: è una piccola drupa, spesso delle dimensioni di un pisello, di colore verde durante lo sviluppo e rosso quando maturo.
Queste piante piuttosto delicate, sono state introdotte nel nostro continente, già da circa centocinquant’anni, ma si sono diffuse soprattutto nei
paesi a clima caldo, dove vengono spesso utilizzate nella formazione di parchi pubblici. Economicamente, l’interesse verso questa pianta si
estende anche al suo legname, particolarmente pregiato per la costruzione di svariati utensili e, soprattutto in passato, di ruote di carri e carrozze,
impieghi da cui si può dedurne il carattere elastico. L’uso delle sue foglie è diffuso soprattutto nelle Filippine per ricavarne una bevanda
sostitutiva del tè.
Molto diffusa in commercio, gli esemplari provenienti dalla Cina sono spesso accompagnati da rocce e piccole sculture di monaci, ponti, pagode ecc.
La sua corteccia grigia, negli esemplari maturi diviene rugosa. Si presta ad essere modellata in tutti gli stili. Rispetto alla varietà
macrophylla la microphylla presenta un fogliame più piccolo e proporzionato.
Essendo di origine tropicale, necessita di temperatura elevate e costanti e si adatta quindi ad essere un bonsa ida interno. Solo da primavera inoltrata
in poi può essere posto su un balcone o in giardino purchè la temperatura non scenda mai sotto i 13°-15°C. Sopporta bene il sole diretto tranne forse
nei mesi più caldi dove andrà posto a mezzombra.
Quando la temperatura tornerà sotto questo limite il bonsai va collocato all'interno a meno di un metro dalla finestra, riparato dalle correnti d'aria
e con una temperatura tra i 15° e i 24°C.
Abbondante e regolare, facendo asciugare il terreno tra un'annaffio e l'altro. Non ama i ristagni d’acqua, pertanto il drenaggio va tenuto sempre sotto controllo. La carenza d’acqua è una delle cause principali di moria delle Carmone, e purtroppo è difficile accorgersi della sofferenza di questa pianta in tempo utile, poiché non manifesta i sintomi dovuti alla mancanza d’acqua (rinsecchimento delle foglie), se non quando è ormai troppo tardi. In caso di eccesso d’acqua, invece, le punte delle foglie diventano nere e gradualmente cadono.
Il terreno ideale è costituito dal 60% di akadama, 30% di terriccio e 10% di sabbia. Concimare ogni 8-10 giorni alla ripresa vegetativa (marzo-aprile)
Rinvaso:
Ogni 2 o 3 anni a tarda primavera, inizio estate. Nel caso del primo trapianto l’operazione più delicata è togliere la maggior parte della terra
argillosa che accompagna gli alberi importati e che non permette una corretta annaffiatura. Nei successivi rinvasi eliminare 1/3 della terra
sulla parte esterna del ceppo accorciando le radici troppo lunghe.
Potatura:
La potatura drastica può essere effettuata in qualunque periodo dell’anno, anche se va detto che il momento più adatto è l’inizio della primavera,
e il meno consigliato è quello invernale. Nonostante la Carmona non si debiliti particolarmente a causa dell’operazione, è ovviamente
indispensabile coprire i grossi tagli con mastice cicatrizzante. Per formare la Carmona si applica il metodo Lignan che consiste nel lasciar
crescere e potare: gli alberi modellati con questo sistema presentano angoli marcati, fenditure brusche e cicatrici mezze chiuse, mostrando
un aspetto piuttosto vetusto e affascinante. La potatura più spesso applicata è comunque quella di sfoltimento, con la quale si eliminano i rami
che crescono in posizioni inadeguate: s’incrociano con altri, si sviluppano verso l’alto o verso il basso, ecc. Si tratta di una tecnica applicata
soprattutto nei mesi primaverili, sporadicamente in inverno.
Pinzatura:
Per rifinire la struttura e la silhouette dell’albero si applica la pinzatura dei germogli troppo lunghi. Il modo migliore per effettuarla è tramite
l’uso di forbici specifiche per bonsai, tagliando a 2 o 3 foglie ogni volta che i germogli ne presentano 7/10. La Carmona non tollera la pinzatura
con le dita, a meno che non si desideri arrestare completamente la crescita di un ramo. Questa tecnica viene applicata durante tutta la stagione
vegetativa.
Avvolgimento:
E' sempre preferibile trovare alternative all'avvolgimento di una Carmona, poiché sebbene non sembri, le ramificazioni della
sono alquanto fragili. La corteccia, inoltre è delicata ed il filo può inciderla perfino nella fase stessa di avvolgimento, se si
esercita un'eccessiva pressione.
Meglio usare il sistema dei tiranti, ancorando il filo ad una parte più bassa del tronco o al contenitore. Con questo metodo è possibile
abbassare i rami che nascono dal tronco e tendono verso l’alto invece di svilupparsi orizzontalmente.
La carmona può essere attaccata da afidi e cocciniglie, contro i quali si interviene usando un insetticida sistemico alla comparsa dei primi sintomi. Se la pianta viene curata adeguatamente, difficilmente subisce attacchi di insetti o acari.
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