Webmaster e-mail - sito

Torna alle Schede - Luce - Acqua - Terra - Cura - Patologie - Tabella Riassuntiva
Versione Stampabile

Ginkgo Biloba - Ginko

Famiglia: Ginkgoacee
Altri nomi:
Origine: Esso è conosciutissimo in coltivazione, ma ancora non si è riusciti a stabilirne l'esatto luogo di origine: si ritiene che provenga dalla Cina, dove alcuni botanici sembra abbiano trovato esemplari viventi allo stato spontaneo.
Foglie: La denominazione della specie biloba, fa diretto riferimento alla morfologia delle sue foglie, infatti la lamina fogliare ha un lungo picciolo e forma un ventaglio arrotondato con una incisione mediana che delinea due lobi. Il colore delle foglie tende al verde pallido, ma in autunno, prima della caduta, assumono una smagliante ed ornamentale colorazione gialla.
Fiori: È una pianta dioica, e quindi si divide in maschi che danno solo fiori e femmine che producono fiori e frutti.
Frutti: Vedi fiori.
E' una delle pochissime conifere a foglia caduca. Questo antichissimo genere comprende un'unica specie ossia il Ginkgo biloba o Salisburya adiantifolia: un vero e proprio resto fossile. Nel lontano Mesozoico anche le nostre isole tirreniche erano ricoperte per vasti tratti da boschi costituiti in parte da meravigliosi esemplari di Ginkgo. Considerato per molto tempo estinto, come albero spontaneo, nel XII secolo è stato riscoperto nella provincia del Chekiang, in Cina, e da allora coltivato in tutto il mondo come pianta ornamentale.
In Giappone, dove la tradizione gli ha conferito una certa sacralità, viene spesso coltivato in prossimità di templi buddisti. Grazie alla sua grande tolleranza verso l'inquinamento ed alla resistenza alle malattie, in tutto l'Estremo Oriente è utilizzato come albero di città. Le dimensioni raggiunte da queste piante, la cui chioma è molto espansa, sono talora colossali, oltre i trenta metri di altezza. La loro crescita è piuttosto lenta, ma sono caratterizzati da una longevità eccezionale.
In Oriente, fin dai tempi antichi, il Ginkgo è stata una delle specie più coltivate a bonsai, non solo per la sua bellezza, che si esprime in modo particolare attraverso i colori autunnali che lo rendono fortemente decorativo, ma anche per l'ottima rispondenza all'applicazione di tutte le tecniche bonsaistiche. Quest'ultimo aspetto determina l'interesse verso tale specie soprattutto da parte dei principianti.
Come bonsai si cerca di riprodurre la sua caratteristica ramificazione espansa, che con l'età assume una conformazione più compatta, colonnare, attraverso una potatura mirata. Gli stili a cui meglio si adatta il Ginkgo sono l'eretto informale e il tronco multiplo; bisogna però tener presente che a causa delle dimensioni delle foglie (piuttosto grandi) e della ramificazione, non è indicata la creazione di bonsai di piccole dimensioni.

Luce

L'esposizione più favorevole ad un buon sviluppo di questa specie è quella in pieno sole. Regola che viene infranta solo nel caso degli esemplari più giovani, per i quali è invece meglio una collocazione che garantisca una parziale protezione dai raggi diretti nei periodi in cui le temperature sono più elevate.
Durante l'inverno, al verificarsi delle prime gelate occorre ripararlo, tenendo presente che andranno soprattutto salvaguardate le radici poiché esse trattengono molta umidità.

Acqua

È soprattutto durante la stagione vegetativa che il Ginkgo necessita di frequenti annaffiature. In inverno bisognerà invece diminuire particolarmente la somministrazione d'acqua, poiché come già visto, le radici tendono a trattenere l'acqua e quindi se troppo bagnate, potrebbero venire facilmente colpite dal gelo. Un segnale a cui far riferimento al fine di comprendere l'esigenza d'acqua del Ginkgo, è lo stato delle foglie: se si nota che esse pendono flaccide, significa che la pianta sta soffrendo a causa della disidratazione, sarà quindi necessario intervenire immediatamente con un'abbondante annaffiatura.

Terra

Il composto più adatto a questa specie è costituito da: akadama 70%, sabbia 20% e terriccio universale 10%.
Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni del concime liquido organico, opppure, una volta al mese, concime solido organico.
Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con concime liquido organico. Per stimolare la radicazione, utilizzare concime fluido organico minerale con vitamine B.

Cura

Rinvaso: Finché l'albero è giovane (fino circa ai 10 anni), va trapiantato ogni anno, successivamente, una volta raggiunta la sua formazione, ogni 3 anni.
Il periodo migliore per operare questo intervento è la primavera. Al termine del rinvaso è molto importante garantire alla pianta un'abbondante annaffiatura.
Potatura: Mentre si sta effettuando il rinvaso, all'inizio della primavera, si provvede a tagliare i rami non necessari e quelli che appaiono troppo cresciuti, allo scopo di migliorare la silhouette del bonsai, potando alla prima o seconda foglia.
È molto importante seguire tale procedura costantemente, in modo da poter mantenere la tipica struttura di questa pianta, caratterizzata da una ramificazione espansa. Così facendo, col tempo il Ginkgo assumerà una gradevole forma compatta, inoltre le dimensioni delle foglie si ridurranno leggermente.
Pinzatura: La pinzatura su questa specie si effettua due volte nel corso dell'anno: la prima intervenendo sui germogli nuovi e teneri, posti all'apice, in primavera, in modo che successivamente la pianta produca germogli con internodi corti e proporzionati.
La seconda si effettua sui germogli maturi in autunno, accertandosi però che siano presenti delle gemme dormienti retrostanti.
Avvolgimento: Tenendo presente che è sempre preferibile educare la pianta mediante la potatura, nel caso in cui si abbia la necessità di modellare alcuni rami attraverso l'avvolgimento, è possibile intervenire solo durante il mese di giugno, poiché in questo momento la crescita non è ancora totalmente lignificata, e quindi i rami possono essere modellati senza correre il rischio di rotture.
Il tipo di filo che si consiglia di utilizzare è quello di alluminio ramato, facendo attenzione a rimuoverlo tempestivamente prima che cominci ad incidere la corteccia.

Patologie

Il Ginkgo è una pianta piuttosto forte, resistente alla maggior parte delle malattie.
L'unico momento in cui potrebbe risultare più vulnerabile è durante la fioritura, ma il verificarsi di questo problema si può facilmente prevenire applicando, poco tempo prima che appaiono i fiori, un antiparassitario polivalente.
È comunque particolarmente soggetto a marciume radicale, afidi e cocciniglia.

Tabella Riassuntiva

 

GEN

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

Rinvaso

   

X

X

X

             

Concimazione

     

X

X

X

X

 

X

X

   

Potatura

   

X

X

X

             

Pinzatura

   

X

X

X

     

X

X

   

Avvolgimento

         

X

           

TOP