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Larix - Larice

Famiglia: Pinacee
Altri nomi:
Origine: Europa centrale e settentrionale, nord America e in Asia (dall’Himalaya alla Siberia e al Giappone).
Foglie: Le foglie sono caduche, lineari, poste in posizione molto ravvicinata sui rami corti, a formare quasi una rosetta, e isolate sui rami lunghi.
Fiori: unisessuati: quelli maschili sono solitari, composti da brattee che fungono da involucro alla base e da stami che portano ciascuno due sacchi pollinici; quelli femminili sono anch’essi solitari e costituiti da brattee che formano involucro alla base, ma le foglie portano ciascuna due ovuli riflessi.
Frutti:
Del larice, in Italia, è presente solo la specie Larix Decidua, che cresce su Alpi e Appennini ad un'altitudine compresa tra 1000 e 2500 metri.
E' una pianta che può arrivare ai 300 anni di età e ad un'altezza di 30 metri. Assume in natura, forma a piramide regolare negli esemplari più giovani e più irregolare negli esemplari maturi.
In entrambi i casi sono particolarmente ornamentali in primavera, grazie al fogliame di colore verde chiaro ed ai fiori pistilliferi comunemente di un rosso purpureo, ma anche nella stagione autunnale per via delle affascinanti tinte giallognole che colorano le foglie prima della loro caduta.
Il tronco del Larice, caratterizzato da branche, porta rami di due tipi: allungati e molto corti.
La specie più utilizzata in ambito bonsai e quella kaempferi che, rispetto alle nostre specie autoctone, ha maggiore vigoria e conseguentemente una maggiore rapidità di crescita. È molto apprezzata per l’educazione a bonsai per la sua naturale forma colonnare, che termina con il tipico apice conico, e per le sue caratteristiche estetiche: i suoi germogli hanno un deciso colore rosso-violaceo, inoltre la tonalità grigio-verde delle sue foglie aghiformi fa apparire l’insieme di un caratteristico colore azzurrognolo; le piccole pigne sono sormontate da scaglie riflesse.
Essendo una conifera a foglia caduca, in forma bonsai, alla caduta degli aghi, manifesta tutto il suo fascino mettendo in luce il suo tronco rugoso, squamato, dall’aspetto vetusto, con ramificazioni fini e internodi corti. Anche la vasta gamma di stili in cui è possibile formarlo, ossia tutti quelli generalmente utilizzati ad eccezione dello stile a scopa, costituisce un ulteriore stimolo per la coltivazione di questa specie a bonsai.

Luce

Il larice predilige zone fresche e ventilate. Ama la luce del sole ad esclusione di quella intensa dell'estate; gli aghi bruciati dalla luce troppo intensa sono un'inconveniente frequente.
Come tutte le piante trae beneficio da una collocazione che ricrei le tipiche condizioni ambientali del suo habitat naturale: solo se sottoposto a climi freddi e secchi dà origine ad una chioma compatta e formata da aghi corti; se posto invece in ambienti caldi e umidi, gli aghi si presentano lunghi e deboli. Pur essendo un albero originario di zone a clima freddo, se posto in vaso, durante l’inverno, va garantita una certa protezione dell’apparato radicale dalle gelate, ad esempio coprendo il vaso con foglie, segatura o sfagno.

Acqua

In primavera e in estate deve essere abbondante. Poiché il Larice non ama i ristagni d’acqua, è necessario controllare il drenaggio costantemente, in modo che non si verifichi una marcescenza radicale. Durante l’inverno le somministrazioni vanno diradate facendo attenzione, però, che il terreno non si asciughi mai completamente.

Terra

Si raccomanda l’utilizzo di un terriccio ben drenato composto da 80% di akadama e 20% di ghiaia, facendo attenzione ad annaffiare frequentemente durante il periodo estivo.
Da aprile all'inizio di luglio ogni 15 giorni. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare sempre ogni 15 giorni. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare concime solido organico.

Cura

Rinvaso: Generalmente il trapianto va effettuato ogni 4-5 anni sugli esemplari maturi e almeno ogni 2-3 anni su quelli più giovani. Il periodo ideale è l’inizio della primavera non appena le gemme iniziano a gonfiarsi, effettuando una potatura delle grosse radici capillari e riducendole al massimo di un terzo.
Potatura: Le potature di mantenimento e di formazione vanno effettuate esclusivamente in inverno, quando i rami sono spogli. In questa stagione è possibile anche lavorare la legna secca, che per il Larice costituisce una caratteristica propria della specie e al quale conferisce un fascino particolare.
Si consiglia di non potare mai precipitosamente tutti i rami che non rientrano nella silhouette della pianta: come ogni conifera, questa specie, soprattutto negli esemplari maturi, dà luogo con difficoltà a nuove ramificazioni, quindi ci si potrebbe pentire di non avere più a disposizione rami in zone strategiche per il nuovo disegno della pianta.
Pinzatura: La pinzatura dei nuovi germogli va eseguita costantemente durante tutta la stagione vegetativa, mantenendo 1-2 gemme nuove, ossia circa 2-3 cm di crescita.
Per non correre alcun rischio è meglio eseguire l’intervento utilizzando solo le dita. Mentre si effettua la cimatura delle gemme è consigliabile eliminare anche gli eventuali getti avventizi che dovessero formarsi sul tronco.
Avvolgimento: L’applicazione del filo, che va effettuata in inverno, è una costante che deve seguire tutta la vita del bonsai di Larice poiché il suo legno, essendo molto flessibile, perde in breve tempo la forma.
Bisogna tener presente, però, che la corteccia di questa pianta è piuttosto delicata, di conseguenza il filo, al fine di non danneggiarla, dovrà essere rivestito con carta adesiva e avvolto facendo attenzione a non bloccare il passaggio della linfa.

Patologie

Se si rispettano le necessità di questa pianta relative soprattutto a esposizione e annaffiatura, difficilmente si andrà incontro a problemi fitopatologici. È bene tener presente, però, che il Larice è soggetto ad alcune patologie: una delle più diffuse è rappresentata dall’attacco di afidi lanigeri, che può essere facilmente evitato attraverso un’adeguata disinfezione preventiva invernale-primaverile. Altri agenti che possono intaccare la salute di questa pianta sono acari e ragnetti rossi che colpiscono le foglie in primavera, mostrando i sintomi solo in estate: in questo caso occorre intervenire per tempo con prodotti chimici specifici. Le radici possono essere soggette ad attacchi fungini se il terreno non è ben drenato.

Tabella Riassuntiva

 

GEN

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

Rinvaso

   

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Concimazione

     

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Potatura

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Pinzatura

   

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Avvolgimento

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